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Scopo di questa sezione è quella di offrire una tavola visiva completa della rappresentazione araldica delle diverse dignità ecclesiastiche.

Ornamento distintivo per eccellenza è il “galero” o “cappello prelatizio” o più comunemente “cappello ecclesiastico”.

Si tratta di un cappello a larga tesa, trapassata da due cordoni che terminano con una serie di fiocchi. A partire dal colore del cappello, oltre che dal numero e dal colore dei fiocchi che lo adornano, è possibile  individuare la particolare dignità di cui è rivestito il titolare dello stemma osservato.

A questo si aggiungono la croce astile (semplice per i vescovi, doppia traversa per patriarchi, primati e arcivescovi), il pastorale (per gli abati), il pallio (per i metropoliti) e altre insegne araldiche.

Un caso tutto particolare è rappresentato chiaramente dall’arma del Romano Pontefice, timbrata dalla tiara o triregno (con lo stemma di S.S. Benedetto XVI, sostituito da una mitra con tre fasce d’oro), e dalle chiavi (che cimano, insieme al gonfalone pontificio, il cappello del Cardinal Camerlengo durante la Sede Vacante) legate da un cordone rosso.

Papa Francesco ha voluto inserire anche il motto che, fino ad ora, non era stato mai utilizzato in uno stemma Pontificio.

 

ELEMENTI DI GRAMMATICA ECCLESIASTICA

 

 

SOMMO PONTEFICE 

 


 

CARDINALI 

 


 

PATRIARCHI, ARCIVESCOVI e VESCOVI

 

 


 

 ABATI

 

 


  

MONSIGNORI

 

 


 

ALTRE DIGNITA'

 

 


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